Sono di nuovo qui per segnalarvi dei malfattori che cercano di raggirare con una tecnica simile a quella segnalataVi l’ultima volta.

I soggetti chiamano per telefono la vittima chiedendo il pagamento di un importo (in questo caso € 198) per disdire un inesistente abbonamento alla fantomatica rivista “Polizia & Sicurezza”* entro al massimo 48 ore: in caso contrario provvederanno, dicono, per vie legali.

I truffatori tampinano la vittima di telefonate e inviano pure email come la seguente, spendendo il nome (che non Vi riporto) di una (presumo ignara) impresa individuale di “CALL CENTER, INDAGINI DI MERCATO, TELEMARKETING E SERVIZI DI CONSULENZA”.

?? <Da: XXX <[email protected]>
Oggetto: DISDETTA RIVISTA POLIZIA E SICUREZZA
Data: 08 febbraio 2017 15:10:47 CET
A: XXX

Gentile cliente buongiorno.
Come da telefonata intercorsa, la presente per comunicarLe
FORMALE DISDETTA alla rivista POLIZIA & SICUREZZA
che avverra’ contestualmente al versamento della somma di euro 198/00
da effettuare su iban:XXXX
INTESTATO a XXX
Per regolarita’ contabile La preghiamo di effettuare il versamento
entro e non oltre le 48 ore dal ricevimento della presente.

Grati per la collaborazione porgiamo distinti saluti. XXX> ??

⚠️ Non cadete nella trappola!
In casi come questi il consiglio è di segnalare il tentativo di truffa alla polizia e, se del caso, rivolgersi a un avvocato per assistenza.

#avvocatobaglini

[* Da non confondere con la rivista del COISP che, guarda caso, si chiama “Sicurezza & Polizia” 

http://www.coisp.it/archivio-completo/viewcategory/315-2015]
[Casi simili sono riportati:

http://messaggeroveneto.gelocal.it/…/vuole-chiudere-l-abbon…

http://www.poliziadistato.it/articolo/36942]

ATTENZIONE: PERICOLO TRUFFA!⚠️!

Vi segnalo una recente truffa, leggete come è architettata.
“Un soggetto chiama fingendosi cancelliere del Tribunale dicendo che un non meglio specificato editore esige una somma quale rimborso per danni economici, produzione di materiale e spese legali derivanti da un abbonamento che non avreste più sottoscritto. 
Il “cancelliere” rincara la dose dicendo che un giudice ha addirittura aperto un fascicolo a vostro nome per un importo di alcune migliaia di euro.
A questo punto il truffatore vi propone di pagare con bonifico (associato a una carta PostePay) una cifra ridotta (circa un decimo dell’importo sopra detto) entro un termine brevissimo che corrisponderebbe alla data di scadenza della richiesta di pagamento.
Il truffatore infine promette che dopo il pagamento riceverete il fascicolo del tribunale e la liberatoria relativa.”

Chiaramente è tutto ordito per farvi spaventare e farvi cedere alla richiesta di pagare la somma “ridotta”: non cadete nella trappola! 

Ecco come prevenire e evitare di cadere nella trappola di queste truffe:

1) i “cancellieri” non vi chiamano per telefono: se qualcuno vi cita in tribunale riceverete una notifica di un atto giudiziario dall’ufficiale giudiziario, o per posta raccomandata (busta verde) oppure per PEC;
2) facilmente prima di ricevere una citazione in tribunale riceverete una lettera da un avvocato;
3) in ogni caso chiedete consiglio ad un avvocato prima di pagare una somma sospetta, anche se vi hanno minacciato cause davanti a tribunali lontani, spese legali e quant’altro;
4) se vi va, state per un po’ al loro gioco in modo da recuperare più dati possibili (numero di cellulare, IBAN…), senza ovviamente fare pagamenti, per poi procedere ad una denuncia completa alla polizia postale: questi delinquenti vanno fermati!
NON ABBOCCATE! 

 

Torno a segnalarvi un tentativo di phishing da parte di malintenzionati, rivolto con ogni probabilità a sottrarre il vostro numero di carta di credito.
Ribadisco i miei consigli:
– con ogni probabilità il vostro gestore dei servizi di carta di credito, se vi invia una email, questa non conterrà alcun tipo di link, ma vi dirà di andare sul portale ufficiale della carta di credito;
– l’indirizzo di posta elettronica del mittente non c’entra niente con Servizi Interbancari CartaSI ([email protected]);
– bisogna esaminare sempre un link ricevuto per email prima di cliccarlo: fermandosi sopra con il puntatore del mouse, apparirà il link a cui si riferisce: in questo caso appare subito evidente che non si tratta del sito ufficiale di CartaSI, ma altro estraneo (isupportgeeks. com);
– in ogni caso, non aprire link di cui non si ha sicurezza;
– esaminare comunque il testo della email: spesso le email di phishing sono scritte in modo molto sgrammaticato o preparate con un traduttore automatico;
– nel dubbio contattate un avvocato o un esperto informatico per avere maggiori informazioni e aiuto.
Se avete dubbi o avete bisogno di aiuto, contattatemi: 

www.avvocatobaglini.it

#avvocatobaglini

ATTENZIONE! Pericolo “phishing”!
 
esempio di falsa email ricevuta
Esempio di falsa email ricevuta apparentemente dalla Procura della Repubblica

 

Ci sono dei malfattori che provano a rubare i dati personali inviando delle email di phishing che hanno come finto mittente una non meglio precisata Procura della Repubblica.
Con questa email cercano di far cliccare all’ignaro destinatario, preso dall’ansia di un possibile <arresto del patrimonio immobiliare e del conto bancario> (i conti e gli immobili si sequestrano, non si arrestano), un link che porta a qualche destinazione malevola.
– innanzitutto la Procura non manda delle semplici email per notificare degli atti giudiziari penali;
– l’indirizzo di posta elettronica del mittente non c’entra niente con la Procura ([email protected]: il dominio dell’indirizzo email fa riferimento a un parco per skateboard di Braeside, in Australia!);
– non è precisata quale sia la Procura mittente;
– bisogna esaminare sempre un link ricevuto per email prima di cliccarlo: fermandosi sopra con il puntatore del mouse, apparirà il link a cui si riferisce;
– in ogni caso, non aprire link di cui non si ha sicurezza;
– esaminare comunque il testo della email: spesso le email di phishing sono scritte in modo molto sgrammaticato o preparate con un traduttore automatico (in questo caso però l’email è scritta in italiano abbastanza credibile, quindi più insidiosa);
– nel dubbio contattate un avvocato o un esperto informatico per avere maggiori informazioni e aiuto.

Come tutelarsi? Come capire che si tratta di un tentativo di truffa?

Se avete dubbi o avete bisogno di aiuto, contattatemi: 

www.avvocatobaglini.it

UPDATE: il mio post su Facebook è stato citato anche in questo articolo di Debunking.it